Va apprezzata l’attenzione delle istituzioni europee e nazionali, ma non può esserci scambio tra fondi PAC e Mercosur.

“Bene l’iniziativa della presidente della Commissione Ue Von der Leyen, ma nessuno scambio tra fondi della Pac e Mercosur: gli accordi commerciali devono basarsi sulla reciprocità e salvaguardare nel tempo l’agricoltura europea.”
Si tratta della posizione espressa da Confagricoltura a seguito della disponibilità, manifestata lo scorso 6 gennaio, dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di concedere al settore ulteriori 45 miliardi di euro, anche per compensare eventuali perdite che possono derivare dall’accordo con il Mercosur.

Va precisato che tale somma non è aggiuntiva e, nella proposta di bilancio, all’agricoltura rimangono destinati 293,7 miliardi di euro per il periodo 2028-2034. Nella sostanza verrebbe data la possibilità agli Stati membri di assegnare fin da subito (dal 2028) all’agricoltura una parte delle risorse previste per il Fondo Unico che, altrimenti, sarebbero disponibili dal 2031. Si tratta quindi di una possibilità accordata a ciascun governo che potrà decidere autonomamente se impiegare le somme spettanti per l’agricoltura.

Dei 45 miliardi all’Italia ne spetterebbero 4,7, a cui se ne dovrebbero aggiungere ulteriori 5 derivanti dalla modifica del cosiddetto “target rurale”, che consentendo di utilizzare per gli agricoltori il 10% delle risorse del fondo unico. Il Ministro Lollobrigida nei giorni scorsi aveva infatti annunciato 10 miliardi in più per l’agricoltura italiana.

Per Confagricoltura è apprezzabile l’attenzione al settore dimostrata dalla presidente della Commissione e anche dal ministro Francesco Lollobrigida, ma ci sono elementi importanti che devono essere ancora chiariti. A partire da come queste risorse potranno essere riservate agli agricoltori al fine di mantenere il bilancio inalterato. Rimangono inoltre forti dubbi sul mantenimento del carattere europeo della PAC, che non deve nazionalizzarsi indebolendo il carattere unico del mercato Ue e creando distorsioni di concorrenza tra gli agricoltori.

Per quanto riguarda il Mercosur, le misure proposte sulla reciprocità non sono sufficienti. I metodi di produzione e gli standard qualitativi sono ancora un elemento di criticità da superare negli accordi bilaterali. Sarà fondamentale costruire un sistema di controlli nelle dogane per tutelare la produzione europea rispetto a quei prodotti che potrebbero avere residui vietati in Europa.

Confagricoltura ha invece apprezzato le aperture su un’ulteriore semplificazione delle norme e la sospensione delle tariffe sui fertilizzanti previste dal CBAM.