Con il decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 18 marzo 2026, recante “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali” il Governo è intervenuto per calmierare il forte incremento dei prezzi che hanno subito i carburanti a seguito della guerra in Medio Oriente. Il provvedimento è entrato in vigore il 19 marzo.

La misura più immediata riguarda il taglio temporaneo delle accise su benzina, gasolio e Gpl. L’articolo 2 del decreto stabilisce, per venti giorni, quindi fino al 7 aprile, nuove aliquote pari a 472,90 euro per mille litri sia per la benzina sia per il gasolio usato come carburante, e a 167,77 euro per mille chilogrammi per il Gpl usato come carburante. La riduzione per benzina e gasolio per autotrazione è quindi di 200 euro per mille litri, cioè 20 centesimi al litro. Considerando anche l’Iva, l’effetto teorico sul prezzo finale è di circa 24,4 centesimi al litro.

Nel caso del gasolio agricolo, l’accisa ridotta è passata da 135,83 a 104,04 € per mille litri, quindi la riduzione è di soli 3,179 centesimi al litro, che peraltro sono stati abbondantemente coperti dai rincari delle ultime ore, tanto che il giorno di entrata in vigore del decreto il prezzo del carburante per l’agricoltura registrava un ulteriore aumento, attestandosi intorno ad 1,25 euro per litro.

Accanto al taglio fiscale, è stato introdotto un nuovo obbligo di trasparenza a carico dei fornitori di carburanti. Il decreto dispone infatti che i fornitori pubblichino i prezzi consigliati di vendita ai clienti finali, oppure quelli previsti per la propria rete di distribuzione e vendita, con adeguata evidenza sui propri siti internet, e li trasmettano sia a Mister Prezzi sia all’Antitrus, per il monitoraggio della filiera e per le valutazioni sul corretto funzionamento del mercato. Il decreto inoltre include anche un credito d’imposta del 28% sugli acquisti di gasolio per autotrasportatori e pescatori.