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I Ministeri delle Finanze e dell’Agricoltura (MEF e MASAF) hanno varato lo scorso 29 dicembre il Decreto Interministeriale che definisce il regime fiscale e le accise per la produzione di vino dealcolato in Italia. Si tratta di una norma particolarmente attesa dai produttori interessati a questo segmento, che sta registrando una forte crescita soprattutto nei mercati esteri.

«Con questo decreto – ha commentato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida – diamo al settore vitivinicolo un quadro normativo chiaro per poter produrre i vini dealcolati e offrire così nuove opportunità alle imprese del settore. Il Masaf è al fianco dei produttori e lo dimostrano gli interventi fatti nell’ultimo anno. Oggi definiamo il regime fiscale per le accise nella produzione di vino dealcolato. Sono certo che i nostri produttori sapranno raggiungere posizioni di eccellenza anche in questo settore».*

Con il provvedimento si consente agli esercenti depositi fiscali di prodotti alcolici intermedi e di vino di effettuare, a determinate condizioni e entro limiti quantitativi definiti, i processi di dealcolazione del vino. Il decreto regola inoltre il rilascio del titolo autorizzatorio, la conservazione del prodotto, gli adempimenti amministrativi, le regole di circolazione e limita le attività accessorie supplementari rispetto alla produzione del prodotto dealcolato.

Secondo l’Osservatorio dell’Unione italiana vini, il comparto dei vini NoLo (No alcohol o Low alcohol) è uno dei pochi in crescita all’interno del settore del vino. Il mercato mondiale dei vini NoLo vale attualmente 2,4 miliardi di dollari ed è destinato a raggiungere 3,3 miliardi entro il 2028, con un tasso annuo di crescita medio dell’8%.

Le elaborazioni Uiv su base NielsenIQ confermano l’andamento positivo nel circuito retail di USA, Regno Unito e Germania: nel corso dell’anno i vini a zero gradi sono cresciuti del 46% in Germania, del 20% nel Regno Unito e del 18% negli Stati Uniti.