Terreni a riposo per la PAC 2018: attenzione alle regole

A seguito dell’approvazione del nuovo Decreto Ministeriale di applicazione del regolamento UE 1307/2013, contenente le novità del regolamento Omnibus, è utile riassumere le regole che devono essere rispettate nei terreni messi a riposo.

Per terreno lasciato a riposo si intende un seminativo incluso nel sistema di rotazione aziendale, ritirato dalla produzione agricola per un periodo minimo continuativo di sei mesi, a partire dal 1 gennaio e fino al 30 giugno dell’anno di domanda. Per i terreni a riposo seminato con specie mellifere il periodo minimo continuativo è di sette mesi a partire dal 1 gennaio e fino al 31 luglio dell’anno di domanda.

Fermo restando il rispetto delle regole di condizionalità, il terreno lasciato a riposo, che prevede comunque un’attività agricola, può essere:

  1. terreno nudo totalmente privo di vegetazione;
  2. terreno coperto da vegetazione spontanea;
  3. terreno seminato esclusivamente per la produzione di piante da sovescio o per la produzione di compost, ammendanti o fertilizzanti naturali;
  4. terreno seminato con specie mellifere di cui all’allegato IV, in purezza o in miscugli purché tali specie rimangano predominanti.

In assenza dei provvedimenti delle Regioni e Province autonome o degli enti gestori dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciale, per le aree individuate ai sensi della direttiva 2009/147/CE (conservazione uccelli selvatici) e della direttiva 92/43/CEE (conservazione habitat naturali) e sui terreni a riposo utilizzati come aree d’interesse ecologico è vietato lo sfalcio e ogni altra operazione di gestione del suolo, nel periodo compreso fra il 1 marzo e il 30 giugno di ogni anno.

Fatto salvo quanto indicato al punto precedente, sul terreno a riposo sono ammesse lavorazioni meccaniche nei seguenti casi:

  1. semina di specie mellifere (elenco nell’allegato IV del decreto) e colture a perdere per la fauna;
  2. pratica del sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide;
  3. terreni interessati da interventi di ripristino di habitat e biotopi.

Sui terreni lasciati a riposo e nelle aree di interesse ecologico (EFA), non è consentito l’uso di prodotti fitosanitari.

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