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Direttiva (UE) 2024/1785 (IED) – aggiornamento normativo sulle emissioni derivanti da grandi impianti industriali, compresi i grandi allevamenti intensivi di pollame e suini.

L’Unione Europea ha approvato la revisione della Direttiva sulle emissioni industriali e zootecniche (IED 2.0), introducendo la Direttiva (UE) 2024/1785 che aggiorna la precedente Direttiva 2010/75/UE. Questo provvedimento rappresenta il principale strumento normativo dell’Unione per la prevenzione e il controllo delle emissioni generate dai grandi impianti industriali e dagli allevamenti intensivi, con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali su aria, acqua e suolo, promuovendo al contempo una minore produzione di rifiuti.

Una quota rilevante dell’inquinamento ambientale in Europa è riconducibile alle attività industriali, che producono emissioni in atmosfera, scarichi idrici e rifiuti. A queste si aggiungono gli effetti degli allevamenti intensivi, in particolare quelli suinicoli e avicoli, per le emissioni di ammoniaca, metano e altri inquinanti.

Tra le principali novità della Direttiva vi sono:

Requisiti più severi per gli impianti industriali in termini di emissioni atmosferiche, gestione delle acque reflue e prevenzione dei rifiuti;

Estensione del campo di applicazione agli allevamenti intensivi, con obblighi specifici per la gestione dei reflui zootecnici e la riduzione delle emissioni di ammoniaca e metano;

Obblighi di monitoraggio più rigorosi, con maggiore trasparenza e accesso alle informazioni per i cittadini;

Incentivi all’adozione di tecnologie innovative e sistemi produttivi a basse emissioni;

Allineamento agli obiettivi di neutralità climatica e tutela della salute pubblica.

Il Consiglio dei Ministri del 22 giugno ha dato il via libera preliminare alla bozza di decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2024/1785per rispettare la scadenza del 1° luglio 2026 ed evitare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

Impatti per le imprese e gli allevamenti

In particolare, gli allevamenti intensivi di suini e avicoli (che superano la soglia di capacità stabilita dal provvedimento, legata alle UBA presenti – unità bestiame adulto) saranno soggetti a criteri più stringenti in materia di gestione dei reflui, sistemi di abbattimento delle emissioni e benessere animale. L’adozione di pratiche agricole più sostenibili e di sistemi di monitoraggio avanzati consentirà di ridurre l’impatto ambientale di uno dei settori più critici per la qualità dell’aria e delle acque.

Categoria Coefficiente UBA Soglia UBA ≥ In Capi
Scrofe riproduttrici ≥ 50 kg 0,5 350 700
Suinetti ≤ 20 kg 0,027 350 12962,96
Altri suini 0,3 350 1166,667
Polli da carne 0,007 280 40000
Galline ovaiole 0,014 300 21428,57
Tacchini 0,03 280 9333,333
Anatre 0,01 280 28000
Oche 0,02 280 14000
Struzzi 0,35 280 800
Altro pollame 0,001 280 280000

Decorrenza: il regime transitorio per gli allevamenti

Le nuove disposizioni relative alle soglie UBA si applicano in modo scaglionato in funzione delle dimensioni dell'installazione, a decorrere dall'entrata in vigore delle norme operative europee:

quattro anni dopo per le installazioni con capacità pari o superiore a 600 UBA;

cinque anni dopo per le installazioni con capacità pari o superiore a 400 UBA;

sei anni dopo per tutte le altre installazioni ricomprese nell'Allegato VIII-bis.

Nessuna estensione agli allevamenti bovini

Attualmente non vi è alcuna disposizione che estenda il nuovo regime agli allevamenti bovini, né ad altre specie zootecniche (ovini, caprini, equini), anche se è stata prevista una clausola di riesame: entro il 31 dicembre 2026 la Commissione europea dovrà valutare se e come intervenire sulle emissioni da allevamento bovino.

Le prime osservazioni di Confagricoltura

Confagricoltura si è confrontatacon il Ministero, evidenziando una serie di criticità legate a:

– maggiori oneri procedurali a carico delle aziende agricole, non assimilabili alle industrie;

– necessità di uniformità applicativa tra Regioni;

– elevato onere organizzativo ed economico per le aziende agricole determinato dall’obbligo di audit periodici e pubblicazione dei risultati;

– incremento consistente degli adempimenti e della complessità gestionale per allinearsi agli obiettivi ambientali europei.