Assemblea di Confagricoltura Veneto

Crisi idrica, mercati e riforma della Pac al centro del confronto

Lo scorso 7 luglio, presso la sede di Mestre, si è svolta l'Assemblea generale di Confagricoltura Veneto, alla presenza dei presidenti delle Unioni provinciali, dei consiglieri e dei delegati. I lavori si sono aperti richiamando il difficile contesto internazionale, condizionato dai conflitti in corso che alimentano incertezza sui mercati e fanno lievitare i costi di energia e concimi.

Crisi idrica: emergenza nel Delta del Po

Ampio spazio è stato dedicato alla crisi idrica, che quest'anno interessa i bacini dei principali fiumi del Veneto – Po, Adige e Brenta – con particolare gravità nel Delta del Po. Il cuneo salino è risalito per circa 20 chilometri lungo l'asta del fiume, mettendo a rischio l'irrigazione di un'area stimata fino a 20.000 ettari sui circa 42.000 complessivi del Delta, nei comuni di Porto Tolle e Ariano Polesine. A Pontelagoscuro la portata, da settimane sotto la soglia critica di 450 metri cubi al secondo, si attesta attualmente attorno ai 260 mc/s.

Sul tema è intervenuta l'assessore regionale all'Ambiente, Elisa Venturini, che ha illustrato i contatti costanti con la Protezione civile nazionale per garantire il deflusso minimo necessario agli usi potabili. A questo si affianca l'ordinanza per l'emergenza idrica emanata nei giorni scorsi dal presidente della Regione, Alberto Stefani, provvedimento che dovrebbe riflettersi positivamente anche sulla disponibilità di acqua a fini irrigui. Venturini ha inoltre riferito dei rapporti in corso con l'Autorità di Bacino del Po per una regolamentazione dei prelievi a monte, ammettendo però l'assenza, ad oggi, di strumenti normativi realmente efficaci, e ha assicurato l'impegno della Regione a proseguire con crescente determinazione.

Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo, ha ribadito la gravità della situazione per le imprese agricole del Delta – ma anche per la popolazione residente – sottolineando che una riduzione dei prelievi a monte pari al 10% sarebbe sufficiente a garantire 100 mc/s aggiuntivi e a tutelare il deflusso minimo vitale.

Il presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, ha ringraziato l'assessore Venturini e, per suo tramite, anche il presidente Stefani e l'assessore all'Agricoltura Dario Bond, per l'attenzione riservata al problema, chiedendo di rafforzare ulteriormente la pressione verso le istituzioni nazionali e territoriali competenti. Confagricoltura Veneto ha ribadito, anche in una nota diffusa nei giorni scorsi, la richiesta di un commissario con poteri reali sull'intero sistema del Po, in grado di imporre riduzioni eque dei prelievi lungo tutta l'asta fluviale, oltre alla necessità di una normativa che consenta interventi rapidi di pulizia di bacini e dighe a monte e di un piano organico nazionale per la gestione delle acque del bacino del Po.

Seminativi: una crisi strutturale

Il presidente Bonaldi ha ricordato come la crisi strutturale del comparto dei seminativi – mais, soia, frumento, barbabietola – abbia rappresentato il tema più ricorrente nei lavori del Consiglio direttivo e delle Sezioni di prodotto nell'ultimo anno. Tra le criticità emerse: la scarsa redditività legata a prezzi determinati dai mercati internazionali, il calo di produttività dovuto agli eventi climatici, l'aumento dei costi di carburanti e concimi, la riduzione degli aiuti Pac accompagnata da vincoli crescenti, e il rischio di ulteriore contrazione degli investimenti nel mais e di default per le stesse cooperative di raccolta e stoccaggio, tra cui la sospensione dell'attività dello zuccherificio di Pontelongo. Bonaldi ha sottolineato la necessità di agire su più fronti – produttivo, commerciale e di sostegno Pac – per individuare risposte concrete a tutela della redditività delle imprese.

Zootecnia: mercati sotto pressione e rischio sanitario

Attenzione è stata riservata anche alla zootecnia, alle prese con la crisi di mercato del comparto latte e con le difficoltà del comparto suinicolo, le cui quotazioni restano stabilmente inferiori di circa il 20% rispetto agli ultimi due anni. Resta alta l'attenzione sul fronte sanitario: alla diffusione della LSD (dermatite nodulare contagiosa), giunta in Italia nel 2025, si affianca la costante pressione dell'influenza aviaria sugli allevamenti avicoli – per cui è finalmente partita la vaccinazione su un numero limitato di allevamenti – e il rischio, per ora scongiurato in Veneto, della peste suina africana. I rappresentanti delle Sezioni avicola e suinicola hanno evidenziato in particolare la mancanza di fondi adeguati per gli indennizzi dei danni indiretti derivanti dal fermo degli allevamenti.

Pac 2028-2034: al via il confronto sulla nuova programmazione

L'Assemblea si è infine soffermata sull'avvio delle consultazioni e delle trattative istituzionali per la definizione delle risorse e degli interventi della nuova Pac 2028-2034. Il Quadro finanziario pluriennale presentato dalla Commissione europea (294 miliardi di euro destinati al settore agricolo) e l'istituzione di un Fondo unico che supera la specificità della Pac non hanno risposto alle aspettative del mondo agricolo, nonostante alcuni segnali positivi come l'approvazione del Pacchetto vino e del regolamento sulle Tea (Tecniche di evoluzione assistita), atteso da anni. A livello nazionale il Masaf ha confermato una dotazione di circa 41 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con la programmazione precedente. Restano tuttavia numerosi elementi di novità da valutare con attenzione – dal superamento dei titoli storici al capping dell'aiuto di base, dall'aumento della quota di aiuti accoppiati ai nuovi strumenti per il ricambio generazionale – che richiederanno il massimo impegno dell'associazione a tutela delle imprese agricole e zootecniche del Veneto.