Tavolo Masaf settore Lattiero-caseario

L’accordo sul prezzo del semestre e gli impegni per il settore

Ritorniamo sull’accordo del 24 giugno 2026, raggiunto presso il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) tra i vertici delle organizzazioni agricole, cooperative e industriali della filiera del latte bovino, per fornire ulteriori dettagli.

Le misure di sistema già programmate dal Masaf

Nella prima parte del tavolo l'amministrazione ha illustrato le iniziative già poste in essere e le azioni complementari programmate a sostegno del comparto:

il rafforzamento delle iniziative sul fronte internazionale per promuovere l'export dei prodotti lattiero-caseari nazionali verso i Paesi terzi;

un maggiore impegno nella programmazione delle azioni promozionali del progetto “Latte nelle scuole” in vista della campagna scolastica 2026-2027;

la previsione, per i prossimi due anni, di nuovi bandi a favore delle fasce indigenti, con incremento delle risorse disponibili e della quota di prodotti DOP e IGP, che coinvolgeranno anche i prodotti lattiero-caseari;

l'avvio, già nel corso dell'estate, di azioni di comunicazione e promozione dei consumi di prodotti lattiero-caseari sui principali canali televisivi e social.

La posizione di Confagricoltura

Confagricoltura, rappresentata al tavolo dal membro di Giunta Alberto Statti, ha sottolineato come l'export sia stato negli ultimi due anni un fattore trainante per il settore, generando utili consistenti per la fase industriale, come già evidenziato nel corso dell'assemblea di Assolatte. È stata posta con forza l'attenzione sulle difficoltà dei produttori, alle prese con costi di produzione che superano ormai i 50 centesimi al litro, con punte di 55 centesimi in alcune aree, generando forte preoccupazione tra gli allevatori.

È stato inoltre rilevato come, a fronte di un aumento complessivo delle consegne di latte, si registri al contempo una consistente riduzione del numero di aziende attive: le realtà rimaste hanno investito, come richiesto dal mercato e dalle esigenze dell'industria, per garantire la materia prima necessaria a produrre le eccellenze del lattiero-caseario italiano riconosciute a livello internazionale. Per Confagricoltura tali impegni dei produttori vanno tenuti in adeguata considerazione nella definizione di un'intesa equa, capace di dare al comparto un segnale di tranquillità per i prossimi mesi.

Il prezzo indicativo per il secondo semestre 2026

Il confronto si è concentrato non solo sul livello di prezzo, ma anche e soprattutto sui quantitativi oggetto della trattativa, in ragione della richiesta della parte industriale di inviare ai produttori un segnale chiaro per contenere i conferimenti, che non potranno replicare i volumi record registrati negli ultimi mesi del 2025 e che hanno contribuito a saturare i magazzini e ad alimentare tensioni di mercato.

Al termine del confronto -come noto- è stato definito il seguente prezzo indicativo, valido per il Nord Italia (per Centro e Sud Italia resta fermo il consueto differenziale aggiuntivo):

48 centesimi/litro per luglio e agosto 2026;

49 centesimi/litro per settembre e ottobre 2026;

50 centesimi/litro per novembre e dicembre 2026.

Il meccanismo dei quantitativi di riferimento

Sui quantitativi, al termine di un confronto articolato, le parti hanno convenuto di assumere come quantitativo di riferimento la media aritmetica mensile della produzione 2025, moltiplicata per sei mesi, a definire il limite produttivo per il secondo semestre 2026 a cui si applica il nuovo prezzo indicativo.

In pratica, per ciascuna azienda il calcolo sarà il seguente:

produzione aziendale totale 2025 ÷ 12 = produzione media mensile 2025;

produzione media mensile × 6 = quantitativo di riferimento per il periodo luglio-dicembre 2026.

Il pagamento avverrà con cadenza mensile sulla base di tali quantitativi di riferimento, applicando 48 centesimi a luglio e agosto, 49 centesimi a settembre e ottobre e 50 centesimi a novembre e dicembre. A dicembre 2026 sarà effettuato un conguaglio finale, che terrà conto delle quantità effettivamente prodotte nel secondo semestre. I quantitativi eventualmente eccedenti il riferimento saranno remunerati con un prezzo definito secondo accordi individuali tra le parti.

Grana Padano: verifica dell'equa correlazione

Il tavolo ha inoltre sollecitato, entro la fine dell'anno, la verifica dell'equa correlazione prevista per il Grana Padano. Il Piano Produttivo 2025-2030 del Consorzio di tutela punta infatti a rafforzare l'equilibrio tra i diversi soggetti della filiera e a migliorare la correlazione tra il valore del formaggio finito e quello del latte impiegato per produrlo.